Fondazione Stelline, Milano – dal 13 Settembre 2019

“La pittura è una poesia muta e la poesia è una pittura cieca”
(Leonardo Da Vinci)

Leonardo

Leonardo da Vinci arriva a Milano alla fine del 1400 e decide di presentarsi
alla corte di Ludovico il Moro elogiando le sue qualità di inventore, ingegnere e scienziato, definendosi uomo di guerra e uomo di pace.
Si presenta sicuro e ambizioso pronto a dimostrare tutte le conoscenze apprese a Firenze, il centro Culturale più importante del primo Rinascimento Italiano.

Il Cenacolo

Il Carattere così sperimentale del Cenacolo è da intendersi come un rifiuto da parte dell’Artista di utilizzare le solite tecniche per ottenere un affresco: la tecnica tradizionale infatti necessita di lavorare a giornate, di preparare il muro con tre passaggi fondamentali di cui il primo prende il nome di Rinzaffo, Calce Grassa e sabbia, dalla consistenza ruvida e viscosa. L’Arriccio è un intonaco più fine che una volta asciutto ma non secco, ospiterà una delle tecniche di “riporto” del disegno chiamata, appunto, spolvero.

Milano

Leonardo viene chiamato ad organizzare feste, a deviare i fiumi, a costruire fortificazioni così come scenografie e giochi pirotecnici al Castello; dipinge la Stanza delle Assi e il Cenacolo.
Milano appare come una città policentrica, dove si respira l’influenza del Nord e il clima culturale all’avanguardia gli permette diesprimere tutta la sua genialità.

La pittura

Per Leonardo la pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
È proprio in questa sua idea che l’installazione Spolvero trova luogo: presenza e assenza, visibile ed invisibile, spolvero e rilievo.
Un sistema circolare che sottrae l’opera per poi restituirla attraverso la fruizione collettiva e multisensoriale.

Il team


Un’artista, un grafico e un filmmaker.

 

I protagonisti del progetto vincitore del concorso “Milano Da Vinci” indetto dal Comune di Milano, Fondazione Italiana Accenture in partnesrship con La Scuola Civica di Cinema Luchino Visconti.

“Il mio è un lavoro di ricerca, di accostamento, di un’unione, un lavoro che parla di altre geografie, nel territorio umano e istintivo dell’arte, che è l’unico territorio che permette di arrivare.”
Lucrezia Zaffarano, Artista
“La tecnologia non è buona o cattiva; credo che sia uno strumento al nostro servizio per cercare di migliorare il nostro mondo e stimolare la nostra creatività, giorno per giorno.”
Matteo Carbonara, Motion Designer
“Ho dedicato parte della mia vita al Marketing e al Business Development; da alcuni anni ho scelto di dedicarmi interamente alla comunicazione visiva: fotografia e video.
Andrea Sartori, Visual Storyteller

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